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Storia Cutigliano

Cutigliano è un piccolo borgo, perla medievale della montagna Pistoiese, con una lunghissima storia alle sue spalle. Prima della fondazione, il territorio, fu possedimento romano fin dal II secolo a.C., passando poi sotto la dominazione Ostrogota, Bizantina e Longobarda. Il campanile della chiesa di San Bartolomeo nasce proprio da una delle torri di avvistamento longobarde. Nel 1320 Castruccio Castrocani, volendo conquistare la montagna alta del pistoiese, attaccò Cutigliano confidando che i Ghibellini gli aprissero le porte, ma questi si unirono ai Guelfi e costrinsero il generale a ritirarsi dopo tre giorni di assedio.

A seguito delle rivolte sulla montagna pistoiese, nel 1373, Pistoia chiese aiuto a Firenze che decise di inviare un capitano di giustizia, sempre fiorentino e sempre guelfo, a Lizzano e a San Marcello. Nel 1382 fu inaugurato il Palazzo dei Capitani, oggi sede del Comune, sulla cui facciata ogni capitano lasciò il proprio stemma, in pietra o terracotta policroma, insegna araldica in ricordo del proprio mandato e sulla porta d’ingresso furono poste le insigne di papa Leone X, figlio di Lorenzo il Magnifico.

Due fazioni

Cutigliano era diviso in due fazioni, quella dei Panciatichi e quella dei Cancellieri. Il 1400 e il 1500 furono secoli di delitti, incendi e lotte fratricide, che cessarono solo nel 1646 quando Ferdinando II, granduca di Toscana, ordinò l’elezione di un cancelliere che avrebbe tenuto le borse di entrambe le comunità. Nel 1777 la costruzione della strada Ximenes lasciò Cutigliano fuori dai traffici e dai commerci poiché la strada che univa il borgo a Fanano non fu più utilizzata.

La Toscana passò, nel 1807, sotto il dominio francese e Napoleone la pose sotto il saggio governo della sorella Elisa Bonaparte Baciocchi, ma dopo il Congresso di Vienna, il potere tornò nelle mani di Ferdinando III e nel comune tornò il gonfaloniere.

Nel 1865 la Toscana fu annessa al Regno d’Italia e fu eletto il primo sindaco. La Loggia dei Capitani era il luogo dove si amministrava la giustizia. Al suo interno è conservato l’originale della colonna del Marzocco, un leone affiancato da uno scudo con il giglio di Firenze, simbolo della Repubblica Fiorentina. Questo venne rubato al paese di Lizzano, dopo aver perso il diritto di essere la sede del Capitano della Montagna, poiché l’ultimo fu ucciso dai lizzanesi. Una copia del Marzocco è posta al lato del Palazzo comunale.

Le Chiese

La Chiesa della Madonna era il luogo di culto dei Panciatichi. Restaurata dopo l’ultima guerra, conserva al suo interno una pala d’altare della scuola Robbiana e altre due pregevoli tele. La Chiesa di San Bartolomeo fu costruita prima del 1000 su una torre di avvistamento longobarda, popolo devoto a San Bartolomeo. Fu ricostruita nel 1400 dopo che una frana l’aveva deteriorata. La chiesa presenta tre navate e sette altari. Al suo interno è presente un pregevole pulpito e un organo a canne costruito nel 1626 dalla casa Ravani di Lucca.